Luca Ricciardi53:45
Una domanda tecnica, ottimo. C'è anche un collega in sala che ho visto prima che è lì dietro di lei. Guardi, le do un'infarinatura e poi dopo lei ci parla, se lo porta fuori a pranzo così le spiega tutto. Ground glass è un termine che si usa in radiologia e vuol dire vetro smerigliato — quello che c'è nei bagni, quindi si riporta subito tutto un pochino. Sono lesioni che consentono di vedere la vascolarizzazione in una TAC. In genere sono lesioni benigne. Molto spesso sono lesioni legate al fumo, possono essere su base infettiva. In alcuni casi vanno monitorati con un pochino più di attenzione, ma in genere sono quelle riscontri che ci lasciano abbastanza tranquilli. Comunque dietro di lei si rivolga pure con grande fiducia.
Ecco, vedi che l'ho provocato e purtroppo poi... I veneti sono così. Trent'anni, vi dico episodio — quando era a Modena, che io ho dieci anni più di lui, che sono in pensione. Quando era a Modena faceva dei bei convegni scolastici, e mi ricordo sempre che alla fine di un convegno o della sua relazione uno chiede 'Scusi, avrei...' e lui: 'Cosa, Rolando? Tu hai capito? Sì, se ha capito lui, ha capito tutti.' Questa è la sua bonomia nei miei confronti.
Comunque grazie innanzitutto di essere venuto. Scusatemi la confidenza, ma non può esserci che non stima. Devo essere sincero: tu parli di tua moglie, ma io ho mia moglie che continuava a sentirti — quando sei geloso sei diventato anche geloso con gli anni, no? — e diceva che bravo, e cavolo, gemelli! Ma sa bene. Io poi l'ho seguito perché ha una grandissima qualità: che lui non ha parlato, ma quando si parla di fibrosi, io ho sempre solo seguito lui. È diciamo così, il portavoce di tutto un gruppo che segue le fibrosi, che sarà una malattia del futuro perché finora, come ha detto lui, non è guaribile.
E quindi io seguo da un punto di vista non solo di internet, ma sulle pubblicazioni, su PubMed, Medicina, sui quindi c'è... Come dire, sono un suo assoluto non solo tifoso ma anche estimatore. Io volevo chiederti una cosa. Io mi ricordo, qua c'era a Vicenza parecchi anni fa un primario di malattie infettive che io chiamavo 'matto' per un motivo solo: perché andava con l'Onda 750 in pista ai 220 all'ora.
E eravamo nello stesso dipartimento e mi ricordo sempre, quindici anni fa, che mi disse: 'Tu pneumologo, che ci consideri noi infettivologi un po' così, no, di secondo piano — vedrai quando arriverà un'epidemia che rimarrete tutti.' Quindi volevo chiederti: questo, anch'io sono stato uno dei primi a fare la vaccinazione, e quando mi chiedono 'Ma perché l'hai fatta?', 'Perché avevo paura, non avevo niente altro.' Se io avessi avuto — scusami — i Ricciardi e dire 'Luca, cos'è che devo fare?', tu mi avessi detto 'prendere il pane integrale', avrei preso il pane integrale. Ma non ci poteva essere questo. E quindi come tale uno diceva: 'Ma deriva dall'ignoranza.' No, non è che — certamente io sono ignorante, però devo fidarmi di chi porta avanti il discorso.
Allora, questo volevo chiedere: la domanda è certamente — nel futuro ci sarà un'altra epidemia o qualcosa che noi non conosciamo. Tu pensi che l'attuale tecnicità scientifica della medicina ci possa dare, nello stesso tempo con cui ha dato la vaccinazione, una prospettiva di poter essere salvaguardati? Oppure la problematica sociale dei non vaccinati può essere preponderante? Perché adesso è facile dire 'No no, il vaccino no, non lo faccio perché...' Ma torniamo a due anni e mezzo fa, quando veramente si vedeva morire la gente, anche se non fumava e non aveva mai avuto problemi.
Grazie comunque di essere venuto, Rolando. Grazie a te per essere venuto. E certamente sono punti molto precisi e molto importanti che toccano appunto il tema della conoscenza e anche della comunicazione. Cioè tu sei un autorevole medico e sono convinto che tu abbia comunicato ai tuoi pazienti quello da fare e che i tuoi pazienti lo abbiano seguito. Dobbiamo chiederci se sia sempre successo questo anche per quanto riguarda la nostra categoria.
E in particolare dobbiamo chiederci se tematiche che si prestano poi anche ad essere strumentalizzate non rappresentino delle vere sfide per il nostro futuro e in particolare per potenziali situazioni analoghe a questa che si potrebbero ripresentare.
Io mi ricordo le manifestazioni dei No Mask e i No Vax, me le ricordo bene. Mi ricordo bene anche che poi c'è stato anche qualche rappresentante della nostra politica che non era poi così rigorosamente contrario a queste situazioni. E mi ricordo bene come le persone poi sono state in parte anche strumentalizzate da alcune tematiche che sono state portate fuori.
Ora Rolando fa giustamente un punto: dice, ma noi la prossima pandemia — che speriamo che il tuo amico si sbagli, è un infettivologo, in genere non ci prendono mai, questo qua è andata bene per caso — o il prossimo problema sanitario su larga scala che avremo, come facciamo a gestirlo da un punto di vista comunicativo?
Io penso che una cosa che potrebbe essere un tema anche per il futuro è quello dell'educazione sanitaria nelle scuole. Io devo dire che non voglio essere banale, però nel corso dei miei studi penso di aver studiato molte cose inutili. A posteriori poi devo studiare, quindi le ho studiate, però tanta roba che mi sarei evitato e soprattutto tanta roba che non mi è mai servita a niente. L'ho fatto, ci sono i programmi scolastici, tutto questo.
Ora io mi chiedo: un programma di educazione sanitaria serio che parta dalle elementari, che vada nelle medie, nei licei, nelle scuole superiori, e che insegni anche il valore del metodo scientifico, il valore della ricerca, il valore della ricerca sui farmaci, il tema dell'igiene come disciplina importante, la salute pubblica — questi temi non sarebbero temi importanti, insieme all'educazione civica? Anche un'educazione sanitaria?
Rolando, questa è l'unica cosa che possiamo fare per trovarci vaccinati rispetto a situazioni così, che sono situazioni anche problematiche e non sono solo del nostro paese. Perché è successo in Inghilterra, è successo in Francia, negli Stati Uniti non ne parliamo — gli Stati Uniti hanno avuto un presidente degli Stati Uniti che è andato in televisione a dire che bisognava bere la varecchina per sconfiggere il COVID. Cioè non siamo messi male noi, c'è chi è messo peggio.
Ecco, noi abbiamo un sistema — anche quello è un altro patrimonio. Il Servizio Sanitario Nazionale è un patrimonio, ma il sistema scolastico nostro è un altro patrimonio da difendere in maniera straordinaria. E quando io vedo che gli insegnanti, così come gli operatori sanitari, vengono considerati personaggi di serie B o di serie C nelle nostre scale sociali, questo è un grande rischio che noi stiamo cogliendo. Perché soprattutto per il futuro sono due baluardi che non possiamo trascurare o su cui non possiamo non investire.
Quindi io penso che il rischio ci sia, e un antidoto a quel rischio sia costruire una conoscenza solida, capillare, soprattutto nei giovani, perché poi sono quelli che si troveranno eventualmente in queste situazioni.