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Giovanni Tamburi
Vice Chairman, OVS S.p.A.

Intervista di Marcello Ascani a Giovanni Tamburi – Il re della finanza in Italia

📅 Dec 16, 2024 Tamburi Investment Partners 36 MIN 7743 VIEWS 109 SEGMENTS · 2 SPEAKERS
Intervista di Marcello Ascani a Giovanni Tamburi – Il re della finanza in Italia.

Questions asked in this interview

12
  1. 4:01A questo punto, quanti anni aveva? 36?
  2. 5:23Come mai secondo lei era bravo, va bene, ma sono secondo lei i punti focali no che l'hanno portato all'Euromobiliare?
  3. 9:03E quello era un ruolo statale?
  4. 11:02Era la parte legale o proprio solo advisory su come farlo?
  5. 13:22È un po' Warren Buffett come mentalità?
  6. 16:22Quali sono state le prime importanti acquisizioni che magari hanno fatto un po' notizia?
  7. 21:37C'è stato mai un caso in cui avete investito in aziende un po' più piccole per cui sai ancora non si sapeva se fossero numeri uno?
  8. 22:47Ci sono stati momenti in cui sono successe cose spiacevoli, crisi che ha dovuto affrontare, o anche solo dei momenti no?
  9. 25:12Da investitore in TIP, visto questo processo, come quantifico il mio guadagno, come divento liquido?
  10. 28:16Come vive questo un po' roller coaster emotivo?
  11. 31:30La parte di scrittura come prende spazio in tutto questo?
  12. 32:44Se potesse fare qualsiasi operazione con tutti i soldi del mondo, quale sarebbe l'operazione che farebbe?
Interviewer 0:00 ↗
Privatizzare l'Enel è incostituzionale. Privatizzare Leni, ma tu sei pazzo! Hai l'8,5% di una cosa che di valore intrinseco sta sui 3 miliardi, oggi in borsa sta 1 miliardo e 7, 1 miliardo e 6, 1 miliardo e 8. Mi va già benissimo. Non mi avrei mai pensato quando uscivo dalla Sapienza di creare una roba così importante.
Quelli che dicono che quotarsi è complicato non sanno quello che dicono. La quotazione in borsa di una società è un punto di partenza, non è mai un punto d'arrivo.
Lui è Giovanni Tamburi, classe '54, ed è uno dei pilastri della finanza in Italia. La sua Tamburi Investment Partners, per gli amici TIP, è quotata in borsa italiana e vale 1 miliardo e mezzo di euro e circa l'8% e mezzo di questa appartiene tutto a Giovanni Tamburi. È quotata, quindi i dati sono pubblici, tra cui anche il suo stipendio che solo nel 2023 era di 15 milioni di euro. TIP ha investito in aziende italiane come Moncler, Amplifon, Interpump, OVS e più recentemente anche in aziende dove ho fatto video come per esempio Talent Garden e Bending Spoons. E tutto questo l'ha fatto con un team di 15 persone. Per cui in questo video intervisto Giovanni Tamburi che mi racconta la sua storia, le strategie e la filosofia che l'ha guidato fino ad oggi.
Giovanni Tamburi 1:01 ↗
Sono romano, ho studiato a Roma all'università. Mi sono laureato con 110 e lode in Economia e Commercio. Poco dopo la laurea sono stato chiamato da un amico di famiglia, di quelli a cui non si può dire di no, e sono venuto a Milano. Io tra l'altro già lavoravo perché dopo il primo anno di economia ho capito che non era particolarmente difficile, per cui nei 3 anni su 4 dell'università ho già lavorato: piccole cose, un'agenzia di pubblicità, un po' di consulenze. Nel '77, finito l'università, ho fatto il militare, sono venuto a Milano controvoglia, perché stavo bene a Roma, c'avevo una bella casa, una bella moto, fidanzate, tutto quanto.
Interviewer 1:31 ↗
In che zona di Roma?
Giovanni Tamburi 1:31 ↗
Via le Mazzini, Via Settebagni. Molto controvoglia perché dicevo: ma io sto benissimo qui, perché mi portano via? Però mi sono lasciato tentare da questa avventura. Questa persona voleva che io entrassi con lui in Cogefar, società di costruzioni. In realtà dopo poco tempo che io ero entrato con lui in Cogefar, lui è stato nominato vicepresidente di Bastogi. In quei tre anni in cui sono stato con loro, mi sono occupato molto più di Bastogi e non di Cogefar. Cosa voleva dire Bastogi? Una grandissima società finanziaria con un portafoglio partecipazioni enorme in grandissima difficoltà, per cui vendeva un'azienda al mese per pagare gli stipendi. Esperienza pazzesca, 20 ore al giorno di lavoro, anche 24, pranzi saltati. Ce n'era un maestro eccezionale, nel senso che il direttore generale sia di Cogefar che di Bastogi si chiamava Nanni Fabris, che mi ha insegnato tutto. Ruolo molto junior però, front office, parlavo direttamente con il capo, mi occupavo direttamente di queste cose ed è andata molto bene. Ho fatto delle cose veramente eccezionali.
Nell'ultimo degli anni in cui ero lì mi contattano dalla Euromobiliare, che all'epoca era già una merchant bank molto importante, per dirmi: c'è mica qualcuno in Bastogi in grado di prendere la responsabilità della funzione M&A che deve nascere qui in Euromobiliare? Io dissi: ma guardate, Bastogi siamo tre gatti, per cui mi posso informare ma non c'è nessuno. Passa qualche mese, io chiaramente non do nessun nome anche perché eravamo veramente quattro gatti. Il signore della Euromobiliare mi richiama e dice: ma perché non vieni tu? Noi ti paghiamo dei corsi in giro per l'Europa di ogni tipo, tu investi su di noi e noi investiamo su di te. Questi signori carinissimi hanno pagato corsi a Parigi, a Losanna, dovunque io volessi andare andavo. E ho fatto corsi di tutti i tipi, ho fatto nascere il settore M&A di Euromobiliare.
Interviewer 3:03 ↗
Bene. A questo punto Giovanni Tamburi ha più o meno la mia età e nelle sue prime esperienze lavorative si è approcciato al settore degli M&A, cioè merger and acquisitions. Se mi seguite sapete che è un tema molto ricorrente durante le mie interviste, specialmente se avete visto i video con Bending Spoons che comprano svariate aziende ogni anno. Comunque in questi anni Giovanni apre un capitolo nuovo della sua vita, cioè quello in Euromobiliare, e partendo praticamente da zero in 10 anni di carriera riesce a diventare amministratore e vicedirettore generale della capogruppo Euromobiliare S.p.A. e anche amministratore della banca Euromobiliare S.p.A. Ma sicuramente anche perché era un esperto di M&A e si era posizionato così in un periodo dove il settore stava esplodendo: erano gli anni in cui è partito un po' il private equity, sono partite le M&A delle grandi multinazionali che compravano in Europa e anche in Italia.
Giovanni Tamburi 3:42 ↗
Sono stato molto fortunato. In 10 anni di Euromobiliare sono passato da giovane assistente che doveva metter su il settore M&A a direttore generale di tutto il gruppo. A me è stato legato da parte investment banking, di fatto insieme a Guido Roberto Vitale e Alberto Milla, i due grandi capi storici dell'Euromobiliare, ho portato avanti questo progetto molto bello.
Interviewer 4:01 ↗
A questo punto, quanti anni aveva? 36?
Giovanni Tamburi 4:03 ↗
36 anni, era già, diciamo, capo direttore generale, capo della M&A e investment banking e direttore generale di tutto il gruppo Euromobiliare quella parte Sim. Poi in quel momento Euromobiliare era diventata internazionale, nel senso che la Midland Bank aveva comprato Euromobiliare e poi la Midland Bank era stata comprata dalla Hong Kong and Shanghai Bank. Io sono stato mandato a Londra per un anno a fare esperienza con gli inglesi, perché chiaramente essendo ai vertici della gruppo italiana dovevo far parte di questo gruppo internazionale. E ho capito che io diventavo un po' una pedina nelle mani di questo gruppo internazionale, prima inglese poi addirittura anglo-cinese. La cosa non mi piacque granché, anche che poi loro volevano investire molto su di me come giovane e su altri giovani, facendo le scarpe ai due grandi vecchi della società. Io non me la sentivo di fare le scarpe a chi mi aveva voluto e valorizzato nel tempo. Per cui un bel giorno prendo e decido di andarmene, senza avere niente.
Non avevo un'alternativa di lavoro, non ero stato chiamato da qualche altra parte. Ero stato chiamato ma non c'era nulla che mi attirasse. Tra l'altro Guido Vitale, quando ha saputo che me ne andavo, era sicuramente convinto che andassi da qualcuno. Io gli ho detto: guardi, le assicuro non vado da nessuna parte, mi ritiro, faccio un po' di riflessioni, scrivo un po' di libri, eccetera. Tant'è che lui mi ha pagato un po' di mesi pur non essendoci perché dice: ma poi lei, famiglia, lei come fa? Avevo guadagnato molto bene per cui non avevo problemi, però lui molto carinamente mi accompagnò, mi pare almeno 6 mesi di stipendio di mezzo. Insomma, comunque mi ha accompagnato in questo.
Interviewer 5:23 ↗
È curioso, comunque, come in 10 anni assuma un ruolo così importante. Come mai secondo lei era bravo, va bene, ma sono secondo lei i punti focali no che l'hanno portato all'Euromobiliare?
Giovanni Tamburi 5:32 ↗
Era un animale un po' particolare, molto articolato. C'era le assicurazioni, c'era la parte Sim, brokerage, la parte ricerca e studi, la parte investment banking, la parte anche immobiliare. C'era veramente tanta roba. Siccome era un periodo importante per le acquisizioni, le M&A eccetera, quella parte lì era andata particolarmente bene, per cui questo ha fatto sì che in realtà il mio settore fosse stato uno dei più trainanti. Semplicemente facendo i conti alla fine dell'anno, una delle aree che guadagnava di più come soldi e che faceva guadagnare moltissimo come prestigio immobiliare era quella dell'M&A. Mi sono trovato in una situazione molto fortunata di trovarmi lì e poi sono stati bravi anche i grandi capi che hanno creduto che io potessi essere una persona che riassumeva un pochino in sé le competenze per gestire il Private Banking, la Sim. Era veramente un po' articolato, e per cui mi hanno dato questa chance.
Interviewer 6:17 ↗
Quindi a 37 anni Tamburi ha già raggiunto l'obiettivo di vita di molte persone, cioè scalare e raggiungere la dirigenza di un'azienda. E nel frattempo la sua passione per la finanza, in particolare il settore delle fusioni e delle acquisizioni, lo ha spinto a scrivere libri, come Comprare un'azienda: come e perché. E Giovanni Tamburi continuerà a scrivere libri per tutta vita, per sicurezza. Infatti mi sono anche letto il suo ultimo libro Fare sistema in Italia, prima di intervistarlo. Quindi a 37 anni si prende un sabbatico, si dedica alla scrittura e diventa insegnante, accettando una cattedra sia in LUISS che in LIUC.
Giovanni Tamburi 6:45 ↗
Ho cominciato a scrivere un po' di libri sulla finanza, sulle acquisizioni. Ho scritto uno dei primi libri in Italia sulle stock option, cioè io sono sempre stato un fanatico delle motivazioni e modalità di coinvolgere dei manager nell'azionariato. Non c'erano le opzioni per i manager, tempo erano molto molto poco, specie in Italia. Era una roba più americana, più considerata da mondi molto più evoluti. Anche oggi forse è troppo poco. Le società serie ce l'hanno tutte. È una scelta dei singoli imprenditori, dei singoli manager, dare a un tipo di accordo piuttosto che un altro.
Mi metto in contatto con l'università a Roma, la LUISS, dove conoscevo delle persone, mi danno una cattedra al master. Stavano fondando a Castellanza l'università LIUC Cattaneo, e siccome conoscevo Marco Vitale e Flavio Sottoriva che erano due fondatori, gli dissi: io vorrei venire qui anche gratis a insegnare qualche cosa. Credo di aver fatto qualche cosa, immediatamente mi danno anche loro un incarico.
Interviewer 7:31 ↗
Come mai voleva insegnare?
Giovanni Tamburi 7:33 ↗
A me è sempre divertito il rapporto coi giovani, l'insegnamento. Era abbastanza curioso che anch'io avessi voglia, non so, di scrivere i libri, quando la finanza già all'epoca, anzi ancor di più all'epoca, era riservatezza, salottini, chiusi, tutti i mondi molto poco aperti.
Interviewer 7:46 ↗
I libri come li hai pubblicati?
Giovanni Tamburi 7:47 ↗
Me li ha pubblicati da solo, perché siccome non mi andava di perdere tempo con le case editrici ho creato un centro studi. Tra l'altro, centro studi sulle privatizzazioni, sulla corporate governance. Parlare di corporate governance nell'anno '90 era una roba che dice: questo è scemo. Io ho fatto il bollettino delle privatizzazioni e della corporate governance, è stato certamente una cosa antesignana, per cui me lo pubblicavo da solo con questo centro studi. Ho preso una persona molto brava che mi seguiva la parte più accademica, più teorica, poi io scrivevo articoli. Andavo in giro per il mondo a cercare spunti, informazioni.
L'altra fortuna di quel periodo è stato che siccome io ero stato in Inghilterra nel periodo in cui la Thatcher faceva tante privatizzazioni, un giorno mi suona il telefono e mi chiama tal professor Cappugi. Dice: lei non si ricorda di me, ma una cena a Londra parlando di privatizzazioni io ero accanto a lei. Adesso Giuliano Amato, Presidente del Consiglio, mi ha dato l'incarico di creare la commissione privatizzazione del governo italiano. Mi verrebbe a dare una mano perché qui tutti parlano di privatizzazioni ma nessuno sa cosa siano. Per cui dopo 23 mesi che ero solo nel mio ufficio a Milano, parto per Roma, comincio questa avventura delle privatizzazioni al Ministero del Tesoro, all'epoca si chiamava.
Interviewer 8:44 ↗
Una breve finestra, un annetto?
Giovanni Tamburi 8:46 ↗
Un annetto. In quell'anno mi sono dedicato molto alle privatizzazioni. Sono stato a Roma al Ministero del Tesoro con Giuliano Amato, col professor Cappugi, una commissione di professori di altissimo livello che però erano tutti preoccupatissimi: privatizzare l'Enel è incostituzionale! Italo, ma tu sei pazzo! L'abbiam fatto e ha funzionato bene.
Interviewer 9:03 ↗
E quello era un ruolo statale?
Giovanni Tamburi 9:04 ↗
Era un lavoro vero e proprio. Sì, non solo era un lavoro vero e proprio, ma tra l'altro il Ministero del Tesoro non prevedeva all'epoca i bonifici, per cui alla fine del mese ti presentavi all'ufficio sportello del Ministero del Tesoro e ti davano, adesso non mi ricordo quanto, ma comunque soldi con le banconote e le monetine.
Interviewer 9:15 ↗
Era uno stipendio nel Ministero, no?
Giovanni Tamburi 9:17 ↗
Bassissimo, era ridicolo. Però era quella piccola cosa divertente. E poi mi piaceva questo ruolo di essere commissario di peso eccezionale. Non faccio nomi perché alcuni vivono ancora e sono ancora famosissimi, per cui evito. Però certamente persone di altissimo livello. Comunque un momento storico fondamentale, la privatizzazione delle grandi aziende.
Ho scritto la legge 35, o meglio Luigi Cappugi, Matelda Grassi, che era un'avvocatessa all'interno di questa commissione, ed io contro, tra virgolette, quasi tutti gli altri. Abbiamo scritto la legge 35 che è quella che ha sdoganato ENI, ENEL e poi le varie privatizzazioni dell'IRI, per cui la Banca Commerciale Italiana, Credito Italiano. Divertimento immenso, in parte per uno come me che amava le M&A, amava queste cose, ma era stimolato anche intellettualmente a dire: facciamo qualche cosa per il sistema paese, per questo mondo particolare in cui ci sono enormi risparmi, mercati asfittici, un patrimonio dello Stato non sufficientemente valorizzato.
Negli ultimi mesi di questo annetto hanno cominciato a suonare un po' di sirene di gente mia cliente di quando ero in Euromobiliare, all'inestetismo... Tip.
Interviewer 10:29 ↗
Quindi quello che doveva essere un sabbatico si trasforma in un capitolo della sua vita dedicato al lavoro per il governo in una delle fasi più critiche della storia economica del paese, cioè la fase delle grandi privatizzazioni. Dopodiché però la passione per la finanza, le fusioni e le acquisizioni lo chiama di nuovo, per cui si mette in proprio creando uno studio di advisory nel settore M&A. Nasce la TIP Advisory.
Giovanni Tamburi 10:50 ↗
Perché era un benestante ragazzo che aveva questo progetto in testa e abbiamo fatto un po' di anni di M&A puro, assistenza per acquisizioni, quotazioni in borsa, cessioni, fusioni. Ottimo successo anche perché comunque il giro di amici ha funzionato piuttosto bene.
Interviewer 11:02 ↗
Era la parte legale o proprio solo advisory su come farlo?
Giovanni Tamburi 11:04 ↗
Legale zero. Eravamo proprio advisory finanziari. Tra l'altro forse in quel primo anno ho scritto l'ennesimo libro, Comprare un'azienda: come e perché, che tra l'altro mi pubblicò Sperling & Kupfer, che per me fu un successo incredibile: se non altro avere una casa editrice così prestigiosa che ha deciso di pubblicare il mio libro. Credo che sia stato il primo libro in Italia sulle acquisizioni e ho inaugurato questa stagione di acquisizioni fatte in modo professionale, non con il broker amico, il commercialista, il geometra.
Interviewer 11:27 ↗
E che operazioni avete fatto in questi primi anni?
Giovanni Tamburi 11:30 ↗
Abbiamo fatto tutte le operazioni per Raul Gardini e Giulio Malgara: Acqua Levissima con San Pellegrino, poi venduta a Nestlé.
Interviewer 11:37 ↗
I clienti come li recuperava?
Giovanni Tamburi 11:38 ↗
Ma i clienti erano un po' quelli che erano nati in Euromobiliare prima e che erano rimasti affezionati. Poi un passaparola, cioè quello che funziona è la Milano di ieri, di oggi e credo anche di domani: è il passaparola. Sono tre, quattro, cinque ragazzi svegli, veloci, che ti seguono bene, 20 ore al giorno e ti aiutano a portare a termine la tua operazione.
Ho iniziato anche a gestire persone. In quel momento, prima due, poi tre, poi quattro, poi cinque. Più facevo queste operazioni e più mi rendevo conto che in Italia mancava un operatore con le caratteristiche dell'investitore di minoranza, senza fare leva, senza fare ricorso a dei fondi. Perché i fondi per definizione significano che tu oggi compri ma domani devi vendere, perché sennò... quelli che in 3 anni devono fare profitti. Io compro sul lunghissimo termine, bravo, compro sul lunghissimo termine, al limite non vendo mai, creo patrimonio. Mancava questo operatore.
E a un certo punto lancio l'idea di fare questa cosa. La lancio con quattro amici, tra l'altro persone con cui avevo lavorato per le M&A in quel periodo, e la cosa viene piuttosto bene accolta, tant'è che era gennaio del 2001, andiamo dal notaio nel marzo del 2001, eravamo 56 a sottoscrivere il capitale. Non avevo voluto banche, non avevo voluto istituzioni, avevo voluto nessuno di pesante, importante, perché avevo un po' la piccola o grande presunzione che nessuno mi facesse la lezioncina di come si faceva questo lavoro.
Interviewer 12:48 ↗
Quindi chi erano?
Giovanni Tamburi 12:49 ↗
Imprenditori, famiglie. Imprenditori, famiglie. Quelli che sono tutt'ora molti azionisti.
Interviewer 12:54 ↗
Quanto avete raccolto?
Giovanni Tamburi 12:55 ↗
Una cinquantina di milioni di euro. Per cui è andata bene, meglio del previsto. E siamo partiti prima con la parte più tecnologica, nel senso che innanzitutto, perché pensavamo di raccogliere molto meno, ovviamente ho promesso: un giorno andremo in borsa. Perché non faccio il fondo, perché non voglio fare quello che appunto in 3 anni compra e vende, però una liquidità a te che invece di me te la devo dare. Per cui io promisi: entro 5 anni questa stupina da quattro soldi la portiamo in borsa. Quindi se uno vuole liquidare, vende le proprie azioni, vende le proprie azioni sul mercato, tutto libero.
Interviewer 13:22 ↗
È un po' Warren Buffett come mentalità?
Giovanni Tamburi 13:25 ↗
In teoria sì, ma insomma poi lui è bravo e noi siamo bravi ragazzi. Lascia questa idea, partiamo. Ci quotiamo dopo 4 anni. La quotazione è andata molto bene, le famiglie sono arrivate a più di 100 al momento della quotazione. Soddisfazione in quel momento fu che entrarono nel nostro capitale Kairos, Harel, tante istituzioni del risparmio gestito molto importanti. Per cui fu una grandissima soddisfazione anche quella.

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Tamburi, G. (2024, December 16). Intervista di Marcello Ascani a Giovanni Tamburi – Il re della finanza in Italia [Interview transcript]. Tamburi Investment Partners. CEOInterviews.AI. https://ceointerviews.ai/interview/1196334/

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Giovanni Tamburi. "Intervista di Marcello Ascani a Giovanni Tamburi – Il re della finanza in Italia." Tamburi Investment Partners, 16 Dec. 2024. Transcript, CEOInterviews.AI, https://ceointerviews.ai/interview/1196334/.

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