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Giampaolo Rossi

Chief Executive Officer (Amministratore Delegato), RAI - Radiotelevisione Italiana S.p.A.

Search every verified Giampaolo Rossi interview, podcast appearance, and on-the-record quote — each transcript cross-checked by AI and human review to confirm speaker identity. Giampaolo Rossi, Chief Executive Officer of Rai, spoke at the Prix Italia 2026 events in September 2026, addressing the relationship between information, technology, and democracy. At the conference "United against disinformation," Rossi stated that the debate on journalism relates to the quality of democracy, and he discussed the ethical responsibility of journalism, the challenge of distinguishing well-founded information from plausible claims, and the emergence of what he called "information without journalism." He argued that journalism gives information reliability, method, credibility, and responsibility, and he said that for public service journalism, quantitative indicators such as ratings, views, and interactions are no longer sufficient, calling instead for pluralism, authoritativeness, and credibility as key criteria. At the 78th edition of Prix Italia, Rossi reflected on the event's history, noting that Rai has organized it since 1948, and discussed the theme "Play Human," which he described as addressing the impact of technology on expressive models and the need to keep the human dimension central in creative processes. He said that public broadcasting services in Europe face a difficult challenge and that their function in the next decade should be to intercept the needs of new creativity and imagination while keeping the human role central, adding that technology should serve humanity rather than the reverse.

Recent appearances

Notable quotes

“Tra i grandi broadcaster in Europa la RAI è quella che ha le risorse pubbliche più basse in assoluto anche rispetto, per esempio, alla televisione pubblica francese, ma è quella che ha il maggior numero di canali televisivi e radiofonici e il maggior numero di ore di produzione. Quindi la quantità di contenuti che la RAI produce è quasi il doppio di quella della BBC, pur avendo appunto un canone che è meno della metà”

“La RAI non è semplicemente un'azienda. La RAI è un hub industriale che tiene in piedi intere filiere dell'industria dell'audiovisivo italiano e quindi tutelare la RAI significa tutelare un sistema industriale italiano molto importante.”

“La RAI non è la polemica giornalistica, non è il gusto estetico di qualche critico. La RAI è un'industria complessa, articolata, che fa informazione, che fa divulgazione culturale, che fa intrattenimento, che tiene in piedi il cinema e la fiction italiana. Se non ci fosse la RAI, cioè il servizio pubblico, l'intera industria del nostro immaginario non esisterebbe. Saremmo invasi solo ed esclusivamente da prodotti ame”

“Nonostante questo la RAI eccelle in Europa per ascolti, ampiezza e diversificazione dell'offerta e numero di canali. RAI, ricordiamolo, è per legge soggetta ai limiti di affollamento pubblicitario, i quali impediscono di colmare il mancato adeguamento del canone e soprattutto di operare nel mercato in modo dinamico. E non dimentichiamo anche che RAI investe in prodotto una quantità di risorse sostanzialmente pari al ”

“Il mercato dei media sta attraversando una fase di profonda trasformazione che è tecnologica, produttiva, editoriale che impatta in maniera irreversibile sulla strategia e sul posizionamento dei player, sia quelli pubblici sia quelli privati. In questo scenario di radicale accelerazione, in cui contenuti, modelli di fruizione, abitudini al consumo, sistemi produttivi, economie di scala si modificano con direzioni che”

“Oggi l'industria dell'audiovisivo italiano non è più forte, cioè non c'è solamente un tema di organizzazione di risorse, ma c'è anche un tema di organizzazione di sistema produttivo. Noi oggi assistiamo comunque a una crisi della produzione indipendente. Noi oggi assistiamo a, come dire, la decisione fatta spesso da società italiane di entrare dentro gruppi internazionali. Assistiamo comunque a una complessiva limita”

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