Passa dal Basement, bella raga! Nuovo appuntamento, nuovo Passa dal Basement, ci siamo, grande entusiasmo anche per questa puntata tra l'altro. Ciao, io sono Gianluca Gazzoli. Se ancora non l'avete fatto, iscrivetevi a questo canale se ci state ascoltando o guardando in quel di YouTube. L'unica cosa che vi chiediamo è se vi va di iscrivervi perché siamo sempre di più ed è una cosa che ci fa molto piacere. Stessa cosa anche su Spotify, abbiamo messo anche lì il video da qualche settimana per potervi far immergere anche attraverso Spotify in tutto quello che facciamo e farvi passare letteralmente dal Basement anche a voi. Anche lì vi potete iscrivere e restare sempre collegati perché insomma siamo sempre di più, come dicevamo, questo fa accadere cose magiche, cose che personalmente speravo da diverso tempo e finalmente ce l'abbiamo fatta. Perché d'altronde quando si parla con certe persone bisogna trovare il momento giusto e forse ce l'abbiamo fatta. Attenzione, sta succedendo: Brunello Cucinelli passato dal Basement. Brunello, benvenuto!
Benvenuto, onorato di essere qui.
Guarda, l'onore è totalmente nostro, te lo dico col cuore perché ho sentito alcune cose. Tu sei proprio un ragazzo garbato, educato, gentile, quindi io son venuto con grandissimo fascino. Non so se sapevi, peraltro, io ci tenevo tantissimo al fatto che tu venissi qui, ma anche tantissime persone. Perché io vado spesso a vedere i commenti sotto le varie puntate, sotto le varie cose che facciamo e spesso era: 'No, Gianlu, devi riuscire a invitare Brunello, devi provare a invitare Brunello'. Tante persone che probabilmente non sono del settore tuo non sempre capita che qualcuno voglia sentire parlare un imprenditore, magari è diversa come cosa. Questo momento che io trovo un momento magnifico della vita, poi ne parleremo, del mondo della vita molto affascinante. Allora intanto ti facevo vedere prima all'interno del Basement alcune delle cose che ci sono qua in giro. Ti ho detto questo è il mio piccolo borgo, perché con te facevo riferimento invece a un grande bellissimo borgo dove vivi tu. Sei sempre lì, no? Sei tu vivi lì e da lì poi ti sposti in giro per il mondo.
Sì, perché quello è il luogo della mia anima e perché io credo anche che ogni essere umano debba scegliere, se può, o riconoscere l'abito, il luogo della propria anima, che in realtà coincide sempre con il luogo forse dove vorresti un giorno esser seppellito.
Tra l'altro, ci sono alcuni riferimenti sportivi, sport al quale tu sei molto legato, in generale allo sport, anche al calcio in particolare. Prima di iniziare chiacchieravamo sulla tua avventura calcistica, sei stato anche proprietario di una squadra di calcio per un periodo.
Sì, sì, devo dire la verità, mi è sempre piaciuto da morire il calcio, però non sono stato mai capace. Quindi considera che in questa squadra che avevo mettevo i soldi, preparavo il tè, non giocavo mai perché non ero capace. Il sabato non facevo l'amore per essere pronto. Poi quando tu pranzi con l'allenatore di calcio e dopo pranzo ti prende a braccetto, stai tranquillo che vai o negli spalti o in panchina. E quella è stata la mia vita. L'unico vantaggio che ho è che analizzando le ginocchia il radiologo mi ha detto: 'Stanno molto bene le cartilagini'. E non ho giocato mai, ho fatto sempre la panchina, quindi ho salvato le cartilagini.
Direi che almeno vedi, c'è sempre un lato positivo nelle cose. Invece tu hai dei tu, insomma, nel corso degli anni hai veramente conosciuto un sacco di persone, un sacco di personalità di mondi completamente diversi. Hai qualcosa che conservi nel tuo ufficio, nel tuo...?
Quasi tutto. Io prima di tutto conservo tutto ciò che ho indossato nella mia vita come abbigliamento. Sì, vero, perché ogni cosa rappresenta qualcosa della vita, no? Ho una t-shirt che mi regalò una ragazza di Los Angeles da ragazzetto che mi piaceva moltissimo. Bella lì, però io non piacevo a lei. Però quando guardo quella t-shirt nel mio archivio immagino Patrizia che mi piaceva molto, cioè avrei voluto conoscerla un pochino di più. Sì, perché ogni cosa rappresenta un momento della vita, un momento gioioso, un momento meno gioioso, un momento un po' particolare, un momento forse anche leggermente più triste, no? Ecco, perché ho sempre deciso che ciò che vorrei produrre lo vorrei considerare quasi come se tu lo lasciassi in eredità a qualcuno dopo di te, un qualcosa da tramandare, è qualcosa che non butti. E quindi ti è successo con questa maglia ma anche con altri.
Sì, se poi misuri, no? Io rimisuro la giacca, il cappotto magari, e indosso il cappotto del 1997. Quindi per un verso ti dici non ho preso chili. È tutto molto interessante, c'è un significato, è qualcosa che ti hanno regalato che conservi, magari autografato, non lo so.
Io conservo tutto ciò che mi regalano, dico la verità. Anche quelle cose magari, ecco, un po' di immagini che mi regalano, chi ha dipinto qualcosa, qualcuna non è proprio carina che non mi piace tanto, allora l'ho messa un pochino più nascosta dietro, però non la butto, no? Si tiene. Sì, sì, perché molti pittori ti mandano l'immagine ritratto, insomma, a volte ti ci vedi un po' così, allora lo metti un po' dietro, ma lo conservo, è sempre un rispetto.
E che cos'hai all'interno del tuo ufficio?
All'interno del mio ufficio è un po' come il tuo. Ho tutte le immagini più importanti dei giornali e poi mi mandano da tutto il mondo ormai da tanti anni palloni di calcio, anche palloni di basket, quindi ho tantissimi palloni. Ho anche immagini di imperatori, ho l'immagine di, diciamo, di sempre li fisso, di Marco Aurelio, l'immagine di Adriano Imperatore che è stato colui che mi ha indicato davvero la via della vita. E ho l'immagine ai muri dei più grandi santi, imperatori o filosofi che mi hanno indicato la via della vita, partendo da Pericle, quindi 2500 anni fa, sino a arrivare a Kafka, al Papa piuttosto che ai contemporanei, Mandela.
Ci sono immagini anche tue con qualcuno che tieni all'interno dello studio a cui sei legato moltissimo?
Ok, beh, allora immagino che insomma con tutte le grandi avventure che hai fatto nella tua vita ce ne siano di ricordi sia fisici che nella tua testa. Prima parlavamo del periodo che stiamo vivendo e insomma non si finisce mai di studiare, perché prima mi raccontavi prima di iniziare che in questo periodo, dato il momento storico che stiamo letteralmente vivendo, le elezioni del nuovo Papa e tutto, ti sei rimesso a studiare qualcosa di nuovo.
Sì, devo dire che ho passato due giorni intensi perché questa elezione del Papa c'è qualcosa che mi affascina molto di fondo. Primo perché lui prende il nome di Leone X. Leone X era vescovo di Perugia, io sono legatissimo molto a questa figura di Leone X. Primo perché era vescovo di Perugia, secondo perché ha dormito a Solomeo due sere perché aveva degli amici quando era vescovo. E poi aveva questa sua gran, per me premesso che doveva affrontare un momento particolare nel fine secolo, e fece questa enciclica sul lavoro operaio che mi ha lasciato sempre molta positività. E adesso non a caso abbiamo bisogno di ritrovare un grande equilibrio nel lavoro, specialmente operaio. Quindi prende il nome di Luigi, di Leone X è agostiniano. Io sono nato con la cultura, vissuto con la cultura di Sant'Agostino, Benedetto e Francesco. Perché Sant'Agostino ha una figura molto speciale, no? Padre spirituale della Chiesa, ma Sant'Agostino fino a nella giovinezza era un po' un discoletto, aveva donne, si comportava in una certa maniera. E poi ebbe un figlio poco più di 17 anni, ha vissuto con la sua concubina senza sposarla, quindi è stato un uomo speciale. Poi a 31 anni ha deciso di convertirsi. E forse questi giorni pensavo proprio questo, che per arrivare a un livello così fortemente spirituale tu debba aver provato nella vita molto. E lui nella prima parte della vita ha provato qualcosa, nella seconda si è innamorato del creato e di Dio e così poi alla fine è diventato santo. Al suo pensiero, questa idea di conoscenza e questa idea del creato mi ha sempre indicato la via della vita. Perché alla fine io son cresciuto con Benedetto, ma son cresciuto anche con Agostino, ma anche con Benedetto, Francesco, questi nostri santi, no? Quindi questi giorni un po' speciali come si è presentato il nostro Papa, con leggero sorriso, dicendo che la Chiesa è al di sopra di tutto, un'istituzione da 2000 anni, dicendo che la Chiesa non rappresenta la società di quel momento, è sopra ogni cosa. Questa idea di custodire, sentite com'è bella, custodire, approfondire e tramandare e trasmettere.
Ti ha fatto una bella impressione?
Il fatto che sia americano è un qualcosa che ti ha...?
No, questo no, assolutamente no. Però vive a Chicago, probabilmente la sua esperienza anche di vita lavorativa verso gli operai. Perché guardate, dobbiamo ritrovare il valore, la dignità morale ed economica dell'essere umano, specialmente dell'operaio. Perché per natura essere operaio è qualcosa di... dice che cosa fai? L'operaio. Insomma, io ho lavorato 30-40 anni per trovare un termine diverso ma non sono riuscito. Il termine operaio di per sé è sempre qualcosa, non voglio dire che ti umilia, ma insomma tant'è vero che in azienda abbiamo cercato di chiamarli operai gold e operai platinum, proprio per distinguere, anche per dar loro un po' di... Ma sai, ogni genitore vorrebbe che l'operaio lo facessero i figli degli altri, quando poi di fatto è un lavoro importantissimo. Essendo italiani, più grandi fattorie al mondo, no? Ma per natura è così. Però il lavoro operaio è abbastanza duro. Ecco, io l'ho vissuto anche con mio babbo, con i miei fratelli, quindi io sono innamorato di come poter alleviare la fatica del lavoro operaio.
Ok, che a volte è anche un cambio culturale al di là del lavoro in sé, no? Il cambiare il percepito di una parola è un cambio anche culturale. Però è una parola antica, abbastanza antica, ma abbastanza dura da sempre. E diciamo che il Papa credo che voglia portare qualcosa di moderno in questo periodo, proprio nel lavoro. In questo periodo si parla anche tanto di giovani e io ti ringrazio per essere qui e so che sei anche qui perché sei molto attento alle cose nuove, in questo caso, e alle cose che parlano anche alle nuove generazioni. E ti si accende qualcosa quando si parla di giovani e questa è una cosa bella che può sembrare anche rara a volte, però è un qualcosa che ti riguarda in primis. Anche perché proprio recentemente ho letto che hai steso una lettera proprio dedicata ai giovani, no? Io la trovo particolarmente bella.
Io in questi iscritti, devo dire, li scrivo poi li medito la notte, poi li riguardo il mattino. Ma sì, ho lavorato abbastanza, 3 mesi lavorato, ho studiato e sono andato alla ricerca. Mi sono fatto aiutare da un paio di ragazzi di quello che pensavano nell'antichità dei giovani. Sentite che è particolarmente bello, fate attenzione voi giovani, che difficilmente si conosce. Già nell'antica Babilonia, 5000 anni fa, in un vaso vi è scritto il comportamento di giovani che vi dirò all'ultimo, quello che dicono. Quindi parto dalla Babilonia, passo per l'Egitto, arrivo a Socrate, il saggio, il primo grande filosofo, e dice di giovani che vi dirò dopo. Seneca, il più grande filosofo romano. Sant'Agostino che dice dei giovani certe cose, e prima lui nella vita ha fatto quello che qui. E ho terminato questo studio con Boccaccio, il quale Boccaccio insomma ha fatto anche lui una vita, ha descritto i giovani da giovani una certa maniera. Poi chissà perché a una certa età si permettono tutti di scrivere le stesse praticamente cose: i giovani sono smidollati, sono senza ideali, non avremo futuro con questa giovinezza, sono maleducati. Questa è la sommatoria di tutto ciò che dicono da 5.000 anni sui giovani. Io penso l'opposto, penso che i giovani da sempre siano gli stessi. Gli ideali dei giovani sono gli stessi, che sono il sogno, che sono la speranza, che sono la gioia di vivere. Il comportamento, no. Allora ho fatto questa lettera riportando prima lo studio di questi grandi pensatori dell'umanità sui giovani e poi il mio pensiero. Perché è un momento molto particolare perché io credo che voi giovani dovete riscoprire l'amore per una sorta di umanistica rivoluzione. Abbiamo raggiunto un livello, secondo me, nell'umanità un po' di durezza, un po' a volte di maleducazione, di offesa dell'essere umano che voi giovani dovrete riprendere la strada e essere in qualche maniera rivoluzionari umanistici, ma rivoluzionari di pace. Abbiamo bisogno di una sorta di nuova rivoluzione perché l'ultima alla fine, la vera contestazione ultima di voi giovani è avvenuta negli anni 70, partendo '68 per l'esattezza, partendo dalla Francia, no? Io l'ho vissuta, ero un ragazzino, bambinella, 15 anni. Abbiamo bisogno che ritroviate il grande il valore degli ideali, che sono da una parte la bella politica fa parte della vita, la bella famiglia fa parte della vita, la spiritualità o religione, chiamatela come volete, sono i grandi ideali. E voi siete idealisti, dovete tornare ad essere idealisti, dovete tornare a camminare con i piedi per terra e a guardare costantemente il cielo e le stelle. Non guardiamo più il cielo e le stelle, avete fatto caso? Un po' meno, anche a San Lorenzo ci sono meno persone che le guardano, un po' meno. Ma vi dico una cosa molto carina che forse conoscete ma forse anche no. Nel 1937 Pavel Floreschi viene condannato a morte dal regime in Russia. Lui fa un testamento spirituale alla sua famiglia, ai figli, e ci sono quattro righe meravigliose quando lui gli dice: 'O miei stimati figli, quando l'animo è pesante, quando qualcosa non vi riesce, quando qualcuno vi umilia, quando qualcuno vi offende, uscite fuori e guardate il cielo, le stelle, e tutto si riequilibrerà'. Ecco, allora il mio consiglio ai giovani: respirate, abbiate rapporti, siate un po' più gioiosi, educati, garbati, gentili. Guardate le stelle perché le stelle ci indicano la via della vita. Noi padri vi abbiamo educato alla paura, invece voi dovete fare una cosa, domattina, un consiglio, anzi fatelo adesso: sostituite la paura con la speranza. Una vita senza speranza non ha logica di essere vissuta. Poi ti dico un'altra bella cosa che noi genitori abbiamo sbagliato e voi dovete rovesciarla con i vostri figlioletti. Vi abbiamo detto: 'Non studi, ahimè, andrai a lavorare'. Quindi abbiamo imputato le colpe al lavoro per non aver studiato. Invece il 60% delle persone che hanno avuto successo nel mondo non hanno studiato quasi niente. Perché vuol dire che c'è un'intelligenza da studio, un'intelligenza dell'anima. E voi abbassate le quantità di ore di studio e alzate la quantità di ore di studio dell'anima. Studiate l'anima, cercate di farvi voler bene, siate gentili. Adriano Imperatore dice: 'Non ho mai conosciuto qualcuno che dopo un complimento non si sia sentito migliore. Abbiamo bisogno di complimenti'.
Sì, guarda, guarda, e tutto quello che dici io insomma mi ci ritrovo e lo trovo molto corretto e controtendenza alla narrazione invece in questo momento, no? Io una cosa di cui sono molto convinto è che l'oscurità sicuramente fa molto più rumore. Quindi in questo periodo storico noi vediamo tante cose e pensiamo che il mondo sia quello, invece c'è una maggioranza silenziosa che è anche il bene che ci circonda. Il mondo credo che non sia stato bello come ora, non è detto che non ci sarà un mondo migliore, ma io che sono stato sempre uno studioso e amante della storia, un momento così l'umanità non ce l'ha avuta mai. Quindi è che 30 anni di social senza accusa non c'è dubbio ci hanno in qualche maniera appesantito l'anima. Perché la tecnologia è un dono del creato. Noi da domani iniziamo al paese, da domani, tre giorni un simposio sull'anima e sulla tecnologia dove vengono personaggi importanti dal mondo. Ma questa ci ha appesantito l'anima, è un dono del creato, ma dobbiamo fare attenzione che non ci rubi quell'anima che il creato ci ha dato. Parliamo un po' meno, no? Chi è propenso ad ascoltare le nostre pene? No, tu sei giovane, c'hai 30 anni, hai le pene del trentenne e hai il mal del vivere del trentenne, e hai il mal del vivere che ci accompagna tutta la vita. E questo mal del vivere oscilla un po' nei momenti un po' più alti, nei momenti un pochino più dolorosi. E dove trovi qualcuno che può ascoltare le tue pene? Abbiamo bisogno di questo, ascoltiamo gli esseri umani che sono vicino a noi, torniamo in famiglia, discutiamo, ascoltiamo i nostri partner, i nostri figlioletti. Abbiamo un pochino meno predisposizione, sì, forse i social in questo ci hanno distratto.
Prima citavi 30 anni, magari la parte social è più breve, però il web in sé ha più o meno quella, sì, sì, 15 di proprio che è proprio cambiato il mondo per i social. Io sono molto amico di Kevin Systrom, nel 2013 facemmo una foto a San Francisco e lui mi disse: 'Aspetta, dobbiamo farla molto bella'. Per fare una foto io e lui insieme ce la fece qualcuno, ci abbiamo messo 2 minuti. E poi disse una cosa, e questa è una raccomandazione che faccio a voi giovani che vedo che fotografate tutto: fotografate tutto sì, ma cancellate tutto tranne una, la più bella. E lui fece con me sei foto, ne cancellò cinque e ne è rimasta una, perché quello era il suo scopo primario, di pubblicare una bella foto. Quindi diciamo 15 anni, ok. Però la tecnologia è forte ormai forse da un bel ventennio, no? Quindi questo mal del vivere che io trovo abbastanza forte in certi momenti, no? È forte anche nei giovani. Poi si dice sì, si va in cura, ma insomma la prima cura deve venire dalla famiglia.
Ma secondo te perché, insomma, hai fatto questo studio sui giovani e sul fatto che insomma si dicevano certe cose, vengono dette veramente da tantissimi, tantissimi, 5000 anni sono scritte in un vaso in Babilonia, quindi non è una cosa. Qual è la ragione secondo te perché l'uomo adulto a un certo punto tende a screditare?
Perché non ci si riconosce più. E così l'altra sera eravamo 5-6 di età 60-70 anni e parlavamo dei giovani e dicevano la stessa cosa. Allora ho detto: 'Scusate, io domani pubblico uno scritto, per cortesia, adesso vi dico che cosa pensavamo'. Perché è così, perché quando comincia a andare là con l'età dice: 'Ti ricordi una volta? Eh, quella volta allora sì che eravamo veri, eravamo seri'. Non è così, assolutamente. Invece io credo che se noi viviamo miscelandoci, i giovani, i meno giovani, tutto diventa più interessante. Perché nella prima parte della vita, questo ce l'ha insegnato Sant'Agostino, faceva tutto. Sant'Agostino andava in guerra, combatteva, faceva i festini, ha avuto un figlioletto e ha vissuto con la concubina per 15 anni, no? Poi è diventato santo, si è convertito. Abbiamo bisogno di riequilibrarci, come i giovani hanno bisogno di stimare i meno giovani, così i meno giovani hanno bisogno di stimare i giovani. Noi in azienda abbiamo un'età media di 37 anni, quindi io sono stato sempre ai primi giovani, vi dico la verità. E poi questa idea di ricordare, 'ti ricordi il mondo com'era 20 anni fa, si stava meglio prima', sempre sì, si dice sempre la stessa cosa, ma non è così, assolutamente.
Guarda, sempre a questo tavolo abbiamo avuto l'onore di chiacchierare con il prof Luciano Floridi, numero uno della filosofia dell'informatica, dell'etica digitale. Lui ha detto questa frase: 'Tu invecchi il giorno in cui ti ritrovi a dire, anche magari a te stesso, si stava meglio prima'. Sostanzialmente, quindi non dipende quanti anni hai, tu invecchi in quel momento lì.
No, ma poi tu devi avere stima, tu devi trasmettere ai figli. È la prima volta nella storia che noi genitori abbiamo trasmesso la paura. Mio babbo e mio nonno hanno fatto la guerra, fame, la dittatura, mai parlato a noi figli di fame, guerra e dittatura. Invece noi sì. E quindi tu hai 30 anni e cresci che hai sentito il papà e la mamma che ti hanno parlato di paura e quindi hai sostituito la paura con la speranza. Ma una vita senza speranza quale logica ha di essere vissuta? Il primo tema: la tolleranza, la speranza, la concordia. E torniamo qui alle prime parole del Papa, no? La conoscenza, quindi custodire, approfondire, tramandare. Se nell'ultima parte della vita sei un bravo anziano che tramandi quello che conosci, è questa quella che noi dobbiamo. Ecco perché dico che sì, io sento il profumo, i germogli di questa nuova rivoluzione culturale, ma io la chiamo umanista.
Allora qualcosa c'è, nel senso che io ho notato personalmente che le nuovissime generazioni, quelli giovani giovani, hanno un po' stanno un po' iniziando ad avere, insomma, hanno un rispetto di alcuni valori umani che le generazioni precedenti avevano un po' perso.
Sono molto contento di ciò che dici, perché vedi un pochino... Ah, sono contentissimo. Tu sei chi sei, diciamo la verità, c'hai 30 anni, tu sei il nuovo paladino del creato, sei la nuova sentinella del creato. Sei d'accordo con me?
Beh, sento un po' di responsabilità, custode.
Sai che in quel piccolo bellissimo passo della Bibbia quando gli dice: 'Sentinella, quanto è lunga la notte?' E la sentinella gli risponde: 'La notte è lunga ma l'aurora sta per arrivare'. Eccola, questa è l'aurora che tu devi riscoprire, no? Quindi c'è questo fermento, voi giovani che siete attenti ai cambiamenti del mondo. Guarda, ti dico una cosa che mi piace moltissimo. 800 anni fa San Francesco scrive le Lodi al Signore, perché le scrive un anno prima della morte, perché San Francesco muore nel 1226, cioè tra nel 2026 sono 800 anni. Ma queste lodi che lui scrive a sorella luna, fratello sole, parla con gli animali, pensavano che fossero pazzi. Pensate com'è contemporaneo. Quando da Platone cominciano a parlare di contratto sociale ne parla Platone, Aristotele, arrivano fino a Hobbes in Inghilterra, arrivano a Gianqu, '70 circa, che fa un libro, no? Contratto sociale. Ma quello che scrive San Francesco è un nuovo contratto sociale con il creato, con gli uomini, con la terra, con l'acqua, con gli animali. E voi dovete essere i primi sostenitori, guardiani, custodi, sentinelle di questo nuovo contratto sociale. Ai 30 anni queste sono le tue responsabilità, mi raccomando, mi raccomando, son venuto per svegliarti con questi.
Però io mi, nel senso, sono dei valori e delle cose in cui mi ci ritrovo, in cui a cui ambisco, ecco, mettiamola così. E c'è un'altra cosa che ti ho sentito dire spesso e che arriva da tuo padre ed è un altro valore in cui credo. Ed è una cosa che mi diceva in realtà a me mio nonno, che: 'Devi essere una persona per bene'.
E questa è il grande tema della vita, è la base, è la base di tutto. Ah, certo, io son cresciuto, mio babbo ha vissuto fino a 100 anni e da quando ero bambinello fino all'ultimo giorno della vita l'unica cosa che mi diceva: 'Devi essere una persona per bene', indicando il dito. 'Devi mantenere la parola data'. E diceva: 'Deve essere un bravo uomo'. Pensaci bene, è bellissimo. Tu chi vorresti essere alla fine della tua vita? Una persona per bene che è stato un bravo custode in questo universo. Perché io penso onestamente ormai nessuno mi può cambiare, io a 60 anni ho deciso che l'anima è immortale, quindi nessuno più può intervenire nella mia vita. Però se nella tomba scrivessero: 'Era una persona per bene che ha amato il bello', io sarei abbastanza contento, ti dico la verità. Quindi la raccomandazione seria: essere una persona seria, una persona per bene, una persona che rispetta l'umanità, una persona che rispetta il creato, una persona che rispetta la parola data. Può darsi che tu non puoi mantenere la parola data, ok, dici: 'Scusami tanto, non ce la faccio, non riesco', con gentilezza, con educazione, garbo. È questo che noi dobbiamo ritrovare: l'educazione, il garbo e la gentilezza nel parlare con gli esseri umani. Io e te abbiamo una concezione diversa dalla vita, giusto? Ma se io te la dico con garbo e tu me la dici con garbo, noi ci ascoltiamo reciprocamente. È questo il rispetto. Tu non devi pensare ciò che penso io. E Plutarco nell'arte di ascoltare dice una bellissima cosa, no? Dice: 'Ascoltando ho risolto il mio 50% di problemi'. Perché non possiamo pensare che l'umanità siamo tutti diversi, siamo 8 miliardi di esseri umani, abbiamo le impronte digitali tutti diversi. Jean-Jacques Rousseau sai che dice, 1766? Lui dice: 'Non posso minimamente immaginare che ci sia un essere umano simile a me'. Vuol dire siamo tutti diversi, la lingua, la religione. Perché non possiamo rispettarci? Nella convivenza abbiamo delle regole che qualcuno stabilisce e cerchiamo di rispettarle. Però io non ho mai amato, diciamo, non la dittatura, l'arroganza, mai. Però guarda, nel 590 a.C. ad Atene Solone, considerato uno dei sette saggi dell'umanità, governa così bene che gli ateniesi gli dicono: 'Governaci a vita'. E lui risponde: 'No, no, no, non vi governo a vita perché potrei diventare tiranno'. Pensa che bella osservazione! Però raccomanda una cosa: 'O miei stimati ateniesi, dal trono del tiranno nessuno scende mai vivo'. È una bella metafora della vita. Se tu sei tiranno col tuo compagno, con tua moglie, con tuo figlio, al lavoro, tutto, sei sempre un tiranno. Allora cerchiamo di far sì che l'umanità migliori in questo.
Perché andiamo a... La tecnologia ci ha resi diversi, migliori, ha amplificato il... Sì, migliori, però ha amplificato anche il contrario. Cioè in questo momento quello che dici è verissimo, io ci credo tanto. E il però il mondo fuori ti fa credere quasi che tu sei più figo, fai più rumore se non sei una persona per bene. Cioè c'è un...
No, no, questo non son tanto d'accordo con te. Ti dico, spero io spero che non sia così, no? Non sono tanto d'accordo. L'è il moralizzatore dell'umanità, perché tu tutto ciò che dici è lì, si sa dopo un secondo. Quindi se vuoi anche essere leggermente migliore ti devi comportare in una maniera leggermente migliore. Ma poi guarda, e ti dico, sei giovane, quindi è affascinante parlare con te, chiaramente con i giovani che ascoltano. Dopo un po' sono andato a cercare un po' di cose, ho ritrovato Pitagora, una cosettina, tre pagine. Pitagora a un certo punto intorno al 500 a.C. scrive in tre pagine quello che lui pensa che come dovremmo vivere. E ci sono una frase di questo genere, sentite che bella: lui dice: 'Non andare a letto stanchissimo, cerca di riflettere per tre volte su ciò che hai fatto durante il giorno. Hai fatto una cosa a pro dell'umanità e per te? Sì, sereno. Hai fatto una cosa un po' malvagia? Pentiti, ma ricordati che comunque raccoglierai dalla vita ciò che hai seminato'. Allora io penso che il mondo va verso un grande equilibrio. La tecnologia ci ha aiutato moltissimo e poi c'è l'arrivo dell'intelligenza artificiale che io la trovo bellissima, di cui discuteremo i prossimi giorni a Solomeo.
Ho visto che ha investito anche nello sviluppo di... Ah no, è una cosa... L'intelligenza artificiale mi entusiasma, ti devo dire. È bello sentire questo spirito che devo dire che oggi si fa più fatica a trovarlo verso il nuovo, soprattutto dalle generazioni precedenti, no? Mi piacerebbe partire da una differenza, no? L'intelligenza artificiale lavora tutto quello che dà la ragione, giusto? Sì, codici, i codici, giusto? Sì, la creatività umana viene dalla follia. L'intelligenza artificiale non conosce la follia, è il folle che genera. Quindi follia e ragione non possono mai essere unite. Apollo la ragione e Dioniso la follia non possono essere mai unite. Quindi non ci sarà nessuna possibilità che l'intelligenza artificiale sostituisca l'intelligenza umana.
Prendiamola anche con un occhio leggermente diverso. Pensiamo a immaginare che questa intelligenza dell'anima fosse una città che tu devi vivere, attraversare, no? Vedi, a un certo punto Annibale, bellissima questa. Annibale, cioè diciamo che i romani non avevano grande stima dei cartaginesi e volevano assolutamente distruggerli. Tutti i giorni che Catone parlava, ogni fine del suo discorso diceva sempre: 'Cartago delenda est', Cartagine deve essere abbattuta. C'era un altro lì, Curculio, un po' più saggio secondo me, che ogni volta che parlava diceva: 'Cartago delenda servanda', scusate, deve essere salvata, servanda est. Allora Annibale a un certo punto, che era un uomo di grande qualità, non era tanto lontano, diciamo, da Alessandro Magno, ma era un uomo, riunisce i generali e gli dice: 'Troveremo la strada e se non c'è la faremo'. Hanno fatto la strada per le Alpi e hanno sconfitto l'esercito romano. Allora ci può essere una nuova strada, faremo una nuova strada insieme all'intelligenza artificiale. Ne dobbiamo fare un buon uso, perché ho un amico che mi ha fatto leggere qualche giorno fa, io sono, mi piace un po' lo scherzo di tutti i tipi, ho vissuto una vita scherzosa, no? Allora mi dice: 'Ho preparato una lettera per mia moglie se scopre che io c'ho una fidanzatina'. Ah, dico bravo, bravo, bravo, me la leggi? Allora leggi questa lettera e gli dico: 'Scusa, ma chi te l'ha scritta?' Tante, chi te l'ha scritta? Non so, chi, Piero della Francesca? Ciao, ciao, dimmi chi. Allora ho detto: 'Fai una cosa, buttala via, perché se tua moglie tu gli leggi una lettera di questo si pensava di darti una bastonata, te ne dà due, perché quella è stata fatta con l'intelligenza artificiale'. Noi lo siamo in azienda, però se io ti rispondo con l'aiuto, il sostegno dell'intelligenza artificiale ci deve essere scritto: 'con il sostegno dell'intelligenza artificiale'. Quindi ne facciamo un buon uso. Pensate che valore ritroveranno. Tu sei un grande giornalista, io vorrò sapere veramente come sta quella cosa, quindi andrò a leggere ciò che scrive il grande giornalista. Voglio sapere davvero che cosa scrive Socrate nel Simposio, vado a ritrovare. Quindi il valore del libro ritroverà il suo valore, ma forse anche di più, perché a quel punto diventa un elemento ancora più unico. Ecco, sì, i libri saranno sempre di più, come dice Adriano, ci ispireranno la vita. Lui dice: 'I libri sono stata la mia prima libra e la mia prima patria'. Bella, eh? Sì, dice, però dice anche: 'I libri mi hanno indicato la via della vita e da grande la vita mi ha fatto comprendere il significato dei libri'. Vuol dire che i libri hanno un grandissimo valore. Adesso non vorrei essere troppo affascinato, ma io credo che andiamo verso un mondo, verso un secolo d'oro. Guarda, perché la medicina gli ultimi 20 anni ha fatto quello che le arti a mio avviso hanno fatto nel Rinascimento. La tecnologia ha fatto quello che hanno fatto le arti nel Rinascimento, 500 anni dopo. Quindi abbiamo da una parte la scienza, la medicina, adesso è la parte umana che deve fare il salto che fece nel Rinascimento con i grandi pensatori dopo il Medioevo, no? Quindi io mi piacerebbe vivere altri 50 anni per conoscere questo secolo. Ah, sì, sai che a un certo punto Erasmo intorno al 500, c'ha più o meno 50 anni, Erasmo da Rotterdam, no? E dice: 'Odio mio, fammi vivere altri 20 anni perché sta arrivando il secolo d'oro'. Questo è un secolo d'oro, sarà la base di un millennio, perché fra 500 anni si ricorderanno di questo periodo. Perché l'intelligenza artificiale potrebbe essere anche la più grande scoperta dell'umanità, no? Hanno scoperto un paio di farmaci che potrebbero essere i più grandi farmaci mai scoperti dall'uomo. Quindi io sono... Ma poi quando vedo mio nipotino che si, a differenza di 60 anni, io vedo e immagino come sarà la vita.
Ma allora a me colpisce molto, vabbè, tutto quello che dici, ma anche il fatto che tu parli di certe tematiche, di certi valori, pur essendo a capo di una dei brand più importanti del mondo che sta spaccando in tutto il mondo e che allo stesso tempo fa parte di un settore che nel corso degli anni invece, non so se è sempre stato così, però invece sembrerebbe aver avuto dei valori opposti. Invece tu lotti per difendere un certo tipo di valore e comunque stai riuscendo ad avere lo stesso grande successo. Come fai a far convivere questa tua ricerca di questi valori, tentativo di proteggerli all'interno di un mondo come quello della moda?
Ma sai, il mondo della moda è come gli altri mondi, no? Nel mondo della moda, certo, voi la vedete con un occhio diverso, perché però io nell'impresa volevo che noi lavorassimo serenamente nel rispetto della dignità umana. Quindi dignità morale ed economica. Siamo quotati in borsa, volevo una vita normale, volevo che le persone al lavoro lavorassero le giuste ore, avessero un buon salario, lavorassero in luoghi con finestre. Perché questo guarda è un grande tema, no? Io ho vissuto mio babbo e miei fratelli che hanno lavorato in luoghi senza finestre. Perché se tu lavori in luoghi con finestre tu guardi il cielo, e se tu guardi il cielo la produzione non ha mai finestre, perché se tu guardi il cielo perdi tempo. Questo è un grande tema che spero che il nostro Papa sostenga, e son sicurissimo perché sostiene il lavoro, il vero tema del lavoro, no? Quindi io credo che nel lavoro abbiamo bisogno di ritrovare un equilibrio, il giusto salario, lavorare in luoghi che significa anche sostenibilità, no? Sì, c'è una sostenibilità del clima, ma c'è anche una sostenibilità umana, quanto guadagni. C'è una sostenibilità spirituale, se tu mi tratti bene al lavoro io sto meglio. C'è una sostenibilità culturale, che cosa fa la tua impresa o la mia, la tua piccola impresa per la comunità. C'è una sostenibilità morale, come ti... Una sostenibilità tecnologica, perché io dovrei essere connesso con te il sabato, la domenica? Morale. Io vorrei che la mia azienda fosse italiana. A proposito di questo ti dico, sei giovane, quindi lo devi ritrovare. Quindi se questo è un imperativo, 2000 anni fa Augusto dice dalle basi del diritto romano di come vivere e ne dà tre: vivi onestamente, non creare danni a nessuno, ad ognuno il suo. Pensa che tre basi del mondo, no? Ecco perché ti dico che andiamo verso qualcosa di diverso. Il lavoro deve ritrovare la sua dignità, l'essere umano deve ritrovare la sua dignità. Le arti hanno fatto grandi progressi, adesso il progresso lo deve fare il modo di lavorare dell'essere umano che genererà una sorta di nuovo capitalismo. Perché i capitalismi c'erano 100 anni fa, ci sono oggi, ma anche il capitalismo ha bisogno di una sua morale. E qui è qui il capitalismo umanistico di cui sai, perché tu non devi lavorare, fai i giusti profitti, chi lavora con te deve avere i giusti profitti e cercare di recarre anche... Questo è in controtendenza. Io faccio un po' la voce della narrazione, diciamo, del paese, ma non solo, no? Del... Viviamo oggi una società della performance, in realtà dall'altra parte, dove nel mondo del lavoro, e io credo che la moda da questo punto di vista lo rappresenti ancora di più, se non lavori tot ore non hai lavorato abbastanza. Un errore di fondo. Questo tu devi... La cultura benedettina, tu devi... L'anima ha bisogno di mangiare tutti i giorni, giusto? La mente ha bisogno di mangiare tutti i giorni con lo studio, quindi l'anima con la preghiera e il lavoro. Tu devi lavorare il giusto, perché Einstein dice che l'essere umano al massimo può essere concentratissimo in 6 ore. E quindi da noi non si può lavorare dopo 8 ore, lavoriamo 8 ore ma in realtà secondo me poco più di 7, perché poi abbiamo i telefonini, le nostre telefonate private. No, ma dopo le 5:30 tu devi andare a casa perché hai bisogno di te per te stesso, hai bisogno di dare da mangiare all'anima, hai bisogno di dialogare con la tua famiglia. Si è creato questo un po' più nella moda, si è creato questa cosa che è molto chic lavorare 14 ore. No, non è possibile. Tu a me non mi mandare un messaggio fuori tempi di orario perché ricevi poi il contromessaggio che ti può anche non piacere, no? A te personalmente?
Tu non puoi fare messaggi, se hai una cosa importante telefoni. Sabato, la domenica c'è qualcosa di particolare, li chiami. No, e qui veniamo anche alla sostenibilità tecnologica, no? Perché devi essere sempre connesso. Tu quando sei a casa devi vivere con la tua famiglia, devi con te stesso, ti devi ubriacare dal cielo e dalle stelle. No, io vivo al paesino, la mia vita dopo cena, la sera mi guardo le stelle, fumo qualche volta un sigaro e dici: 'Ma quello è matto?' Perché adesso se tu vedi qualcuno seduto in una panchina che discute con il creato tu pensi che è pazzo. No, no, no, alzate gli occhi al cielo. Ti posso dire una cosa: quando siamo in difficoltà non alziamo gli occhi al cielo, sì, chiediamo l'aiuto di chi non si sa, del creato, della mamma, di qualcuno. Quindi cambiamo passo, ritroviamo un sano equilibrio di vita. Il creato deve ritrovare un sano equilibrio di vita, la terra, no? La terra a sua volta quando si fanno due culture in un anno è chiaro che la terra tu la sfrutti. Quindi il capitalismo ha bisogno di riequilibrarsi. Abbiamo molta differenza tra persone ricchissime e persone che sono un pochino meno ricche, no? Quindi ritroviamo questo, lavoriamo serenamente cercando di crescere e guadagnare il giusto. Tu dovresti guadagnare il giusto senza creare danni al creato o perlomeno meno possibile. Quindi io sento questo fermento da parte di voi giovani.
Beh, sì, anche il discorso degli orari è un tema, è un tema attualissimo. Posso chiederti come funziona poi tecnicamente la settimana lavorativa da voi?
Sicuro, tu entri a lavorare alle 8:00, noi tutti quanti indistintamente, non si marca il cartellino perché è una nostra cultura, ma tutti alle 8:00 siamo lì. All'una c'è una pausa pranzo importantissima, perché almeno nel centro Italia per noi il pranzo è una cosa seria, sì, seria. Molti anche vanno a casa, quelli più vicino, c'è un'ora e mezzo di pausa dove tu puoi fare una pennichella, fumi una sigaretta, quello che vuoi, tu ti fai una telefonata, quello che... Quindi rifocilli un po' l'anima, no? E poi dalle 2:30 alle 5:30 si lavora. Ma questo è finito, però al lavoro dobbiamo essere concentrati. Dobbiamo essere concentrati significa che se parliamo non è che mentre io parlo tu puoi fare un messaggino, no? No, con me assolutamente non puoi usare neanche il telefono quando parli con me, devi saper tutta a memoria. Quindi io non c'ho, le nostri riunioni non sono con i computer, son tutte a mente così, perché le grandi cose... Quindi senza neanche le slide, le slide non c'è niente, no? No, no, no, tu devi saper a mente. Poi quando vai nel dettaglio c'hai il dato del decimale, no? Ma i grandi dicono che l'essere umano prima di tutto deve conoscere la matematica e poi la filosofia. Tu lavori concentrato, poi torni a casa e ti fai la tua vita, la tua vita spirituale, la tua vita fisica con la famiglia, senza dover controllare le mail perché non ti è arrivato nulla. Ma chi te li deve mandare tutte sti mail ogni giorno? No, anche questa delle email vi posso dare un piccolo consiglio, siete giovani, no? Allora abbiamo deciso che questa tazza l'abbiam fatta bianco sporco, white English, no? Possiamo... Io ti mando un'email, ti piace la tazza white English? La facciamo leggermente più colorata, tu me la rimandi. Devi scrivere l'email, devi mettere i punti e virgola. Ma se tu mi chiami un secondo: 'Ti piace la tazza?' 'No, la facciamo un colore nero, anzi facciamo giallo.' 'Sai, va bene così.' Ciao, ciao, ciao, 2 minuti, hai risparmiato 20 scambi di mail. 20 scambi di mail. Ho sentito come sta la tua anima e mentre parlo io ti posso anche sentire: 'Ma oggi che c'hai, che la tua voce è un po' più così?' 'Ah, sai, sono leggermente preoccupato per quella cosa.' 'Ma vedrai che Dio ti aiuta.' Eh, no, certo. Noi abbiamo messo in pratica una cosa che mi piace moltissimo in azienda dal primo gennaio, l'abbiamo chiamato piano quinquennale dell'anima. Io ho sempre fatto i piani quinquennali in azienda perché mi è sempre piaciuto il piano quinquennale che i cinesi fanno, che significa sempre un po' lungo termine, no? Quest'anno l'abbiamo fatto anche nell'anima. Perché siccome io penso che il mal dell'anima sia abbastanza forte, se noi, ecco, siamo quattro qui, cinque qui insieme, ci guardiamo, no? Se lavorando insieme io noto che tu c'hai, sei leggermente più stanco, tu guardi a me o tutto e mi dici: 'Sai, ti vedo stanco, ti posso aiutare?' Perché quando tu sei in leggera difficoltà nell'anima difficile che chiedi aiuto, ti vergogni. Ecco, quale dovrebbe essere l'aiuto che noi ci diamo al lavoro. Io non alzo la mano perché mi vergogno un po' di dirti così, è tu che mi sproni, ti ascolto, mi ascolti. E ho detto ai ragazzi: quando andate a pranzo all'una non fate solo telefonate, cercate di capire anche se quel ragazzo o quella ragazza sono stati colpiti da... Perché il mal dell'anima non si cura facilmente lì. Andate a leggerli voi giovani, Promessi Sposi, e trovatevi quel bellissimo, una pagina poco più, quella notte dell'Innominato dove lui ha combinato così grandi cose che tenta il suicidio e non ci riesce. Andate a trovarvi questa pagina. Ma al mattino quando s'affaccia e vede questa moltitudine di esseri umani in processione chiama il suo assistente e gli dice: 'Dove costoro avranno anche loro i loro demoni?' Sì, l'assistente non è il nibbio perché il nibbio sta dormendo e lui dice: 'Sì, vanno dal cardinal Borromeo.' 'E che cosa vanno a fare da questo cardinal Borromeo?' 'Pare che il cardinal Borromeo ingentilisca e curi il mal dell'animo.' 'Voglio andare anch'io dal cardinal Borromeo.' E quando poi avete un giorno in più leggetevi un'ora la chiacchierata fra il cardinal Borromeo e l'Innominato. L'Innominato perché ne ha fatte tante e lui si converte ad essere una persona per bene. Quindi noi abbiamo bisogno di riequilibrio, basta una normale vita per curare la mente, l'anima e il corpo.
Anche la tua giornata è così?
Ah, sì, sì, la mia giornata è così. Poi io siccome ho fatto sempre scherzi, adesso vi dico una cosa che ve la dico in un modo scherzoso, ma mi è piaciuta molto perché ho fatto un'intervista. La mia giornata è così, quindi io mi alzo alle 8:00, vado al lavoro, alle 5:30 smetto, sì, sicuro, quindi non c'è nessuna possibilità. Allora questa giornalista americana alla fine mi aveva fatto un'intervista a Dallas, ero stanchissimo col fuso orario perché patisco il fuso orario. E questa qui alle 7:00 di sera mi dice: 'Poi mi dice ancora la tua giornata ideale?' Ma io ho detto: 'Guarda, io mi alzo al mattino', adesso mi vergogno un po' dirvelo, ma per me è stata divertente. Mi alzo il mattino alle 7:30, faccio la solita colazione italiana, cioè cornetto caldo e cappuccino, conto i soldi e torno a letto. Torno a letto, dormo fino all'1. Poi all'1 mangio gli spaghetti al pomodoro, perché per me gli spaghetti al pomodoro sono... E poi alle 2:30 vado al lavoro fino alle 5:30. E lei ha detto: 'Ah, però, e quindi se tu lo dici a una giornalista italiana si mette a ridere, no?' Però ecco, siate anche scherzosi, siate gentili e scherzosi anche con i vostri partner. Anche io sto insieme a mia moglie da 54 anni, 42 sposati. Dice: 'Ma come fai?' 'Cerchiamo di essere anche un po' scherzosi.' Stamattina prima di partire m'ha detto: 'Piove.' Ho detto: 'Scusa, eh, possiamo cambiare?' No. Allora Tommaso Moro, scusa, non Tommaso, sì, Tommaso Moro dice una cosa bellissima nel 500, no? Dice: 'O Dio mio, fammi accettare ciò che non posso cambiare, aiutami a cambiare ciò che io posso cambiare.' Allora possiamo riprendere una vita normale, sapere ciò che non possiamo cambiare, cambiare ciò che possiamo cambiare, invece sì, accettando la vita. Perché vedi, tra l'800 e il 400 a.C. ad Atene vivono secondo natura, così è bravo, accettare ciò che non puoi cambiare. Quindi tutto si riequilibria un po', no? Noi abbiamo bisogno di grande equilibrio e voi che siete, tu che sei un trentenne, tu devi impostare come stai facendo sul grande equilibrio di vita. Lavoriamo, viviamo, rispettiamo ogni essere umano da qualsiasi parte del...
Ci devo lavorare ancora un po', io devo riuscire arrivare a questo livello.
Certo, ma certo ci devi lavorare, sei ragazzo giovane e quindi sei preso da quegli aggettivi che dicevano Sant'Agostino, Boccaccio e loro sui giovani, questi giovani che sono sognatori, non son concreti. Tu sei lì e quindi...
Ma la storia quello che racconti si rafforza da quella che è la tua storia personale, nel senso che poi potrebbe essere semplice per una persona che magari sente alcuni discorsi dire: 'Eh vabbè, ma sì, ma facile fare questo ragionamento, sei a capo di un'azienda così importante tutto quanto'. Però la tua storia parte dal niente e questa cosa è incredibilmente affascinante. Perché se oggi, adesso abbiamo fatto un mix di lezioni di storia e filosofia insieme, non abbiamo parlato un secondo di business come usano dire qui a Milano, no? E quindi insomma tutto questo e poi uno va a vedere e dice: 'Cavolo, ma i suoi genitori erano contadini, non ha terminato neanche gli studi, ha preso un'altra tre anni'. Perdonami, non hai terminato gli studi inteso di non quelli alla laurea hai fatto, perché poi la diciamo hai preso un'altra strada. E poi però la vita ti ha portato comunque tutto questo, ma tu hai sempre avuto questa predisposizione?
Mah, devo dire noi vivevamo in campagna, da grande ho capito che ci dicevano poveri, ma io non credevo di essere povero, vi dico la verità. Stavamo in campagna, non avevamo la luce, quindi se non hai la luce che fai? Come vive il giorno? Guardando il cielo, la sera al tramonto e le stelle. Lavoravamo la terra con gli animali, quindi tu hai un rapporto con la natura meraviglioso. Quindi io ho vissuto un vero rapporto con la natura, con il creato, giusto? Quindi 15 anni, poi fino a 15 anni, quindi non ero poi tanto... E in famiglia eravate tu, tuo fratello...?
Eravate tu, tuo fratello, eravate...?
Sì, sì, i fratelli con mio cugino e chi faceva una cosa, l'altra l'altra. Ma per me è stato un momento bellissimo, perché per esempio ti dico una cosa: quando battevamo il grano, che era il momento più importante della raccolta, mio nonno la prima balla di grano che veniva la chiudeva e la mandava alla comunità. Quello per lui era il dono rispetto a ciò che hai. Quindi l'equilibrio tra profitto e dono, no? Particolarmente bello. Io ero responsabile a tirare le vacche a mio babbo perché ero il più esile, piccolino. A parte che le vacche erano due ma andavano anche senza che io le tirassi perché erano abituate, no? Però mio babbo diceva: 'Oh, occhio che una vacca non deve uscire dal solco, perché se esce dal solco il solco non è dritto.' 'E babbo, perché devono essere dritti?' 'Son più belli.' Hai capito? Poi Goethe viene in Italia, si ferma in Toscana e guarda sto contadino che ara la terra e guarda i solchi e dice: 'Ma che guardi i solchi?' 'E perché li guardi?' 'Perché devono essere dritti, perché sono più belli.' Quindi ho vissuto questa prima parte di vita bellissima, il rapporto... Io mi sono ubriacato col cielo e con le stelle. Poi invece a 15 anni siamo andati a vivere in città e lì la vita era diversa, perché ho iniziato a frequentare il bar del paese lì, dove a Perugia, questo sì, vicino a Perugia, la periferia bellissima. Dire ho iniziato ad andare all'università, ho finito gli studi di geometra, ma studiavamo poco, ho preso 40, l'equivalente di 60 su 100 oggi, cioè il minimo che puoi prendere, no? E poi sono andato in ingegneria, 3 anni, un solo l'esame scritto, quindi io non mi sono mai rapportato con qualcuno, no? Perché non sono stata ammessa l'orale. Però sognavi di fare l'ingegnere, quindi ma che ti devo dire, sai? Però intanto una cosa frequentavamo l'università, come ho detto, al Politecnico di Torino, 3 anni, fa di Milano, quando sto ragazzo disse una cosa bella...
Dice magnifico rettore qui a Milano noi viviamo bene all'università ma non ci frequentiamo. Invece noi non studiavamo ma ci frequentavamo, facevamo scherzi di tutti i tipi, però discutevamo di donne, di politica, di economia. Ecco il fermento politico umano che vorrei che voi adesso ritrovaste. Quindi 10 anni che io non ho fatto praticamente niente, che se dico scherzosamente Gigino del bar mi avesse messo i contributi per i 10 anni di vita di bar, io avrei lavorato sempre, Pasqua, Natale, quasi tutte le notti, io avrei 25 anni di lavoro di contributi. Ma lì cosa voleva dire andare al bar? Voleva dire vedere di tutto. Tutto è vero che eravamo solo uomini, però lì tu incontri tutto, c'è uguaglianza, da chi sei, nulla facente, studente, tutto, discuti tutte le età. L'unica donna era la mia amica Lella che faceva la prostituta, che per me è stata qualcosa di molto speciale perché io avevo sai 18-19 anni, la mia amica Lella che alle 11:00 finiva il suo lavoro di prostituta in strada, puoi immaginare, veniva con noi, giocava a carte e poi mi raccontava le sue pene. E mi hanno anche lì, mi hanno aiutato nella vita, sai, una donna che ha 35 anni, fa la prostituta, ha un figlioletto, il marito in prigione, insomma mi ha dato, e per me mi ha dato moltissimo.
Quindi però in questi anni discutevamo di filosofia, ma io non conoscevo la filosofia perché a geometri non c'era. È lì dove diciamo mi sono incuriosito perché sti due ragazzi parlavano sempre di filosofia. Sono andato a cercare Kant, ho trovato Kant difficilissimo, allora adesso è difficile ma allora era difficilissimo e mi sono affascinato. Diciamo che Kant è stato per me quello che per Sant'Agostino era stato Cicerone, perché Agostino voleva conoscere, innamorato della sapienza e della conoscenza. Io lì ho iniziato ad essere innamorato della conoscenza e della sapienza e per me Kant è stato quello che per Sant'Agostino è stato Cicerone. Ma il bar è scherzi di tutti i generi e tu potevano farti uno scherzo che ci volevano 20 giorni per abboccare, ma bellissimi. E all'università abbiamo fatto questo, abbiamo fatto allevamento di lumache, ci sono scappate perché non avevamo messo la rete giusta, allevamento di lombrichi non abbiamo fatto niente, i conigli ci morivano, insomma tante attività prima di iniziare questo.
Scusa, i tuoi genitori sapevano allora?
No, mio babbo lui faceva l'operaio, mia mamma stava in casa. E mio babbo una sola volta in 3 anni m'ha detto 'Ascolta', perché mi chiamava principino perché non facevo niente, i miei fratelli lavoravano, mi alzavo a mezzogiorno l'una del giorno dopo aver giocato a carte la notte lì al baretto. Mio nonno, mio babbo solo una volta m'ha detto 'Ascolta bene, ma come va la scuola?' Eh io ho detto 'Babbo, certo un pochino meglio potrebbe andare perché erano 3 anni un esame.' M'ha detto 'Fai un po' tu, dai su.' Però vi dico una cosa seria adesso a voi giovani: non ascoltate i noi genitori sempre, ascoltateci solo quando vi parliamo di grandi temi della vita. Perché quando poi mio babbo ci scherzava un po', gli ho detto 'Caro papà, mi metto a fare i pullover di cashmere.' E lui in Perugino m'ha detto 'Cocco mio, non c'ho capito niente' perché non conosceva la parola cashmere. E anche papà, perché noi ci chiamiamo babbo, no? Ma sai sapete che mi ha detto? 'Fai tu, che Dio t'aiuti.' Avete capito? Non m'ha tolto il sogno. Se tu adesso vieni da me, io sono un tuo genitore, mi dici 'Ho deciso di far che cosa?' Il 90% noi genitori vi diciamo 'Chi ti dà i soldi? Dove vendi il prodotto? Dove fai la produzione?' Ti togliamo i sogni. Allora voi giovani ascoltate un po' meno i consigli dei genitori che noi vi vogliamo dare. Il fidanzato, la fidanzata, quasi che piace a noi, vogliamo la casa ci deve piacere a noi, possiamo anche aiutarvi. Il lavoro ci dovrebbe piacere, vi possiamo... Allora voi andate per la vostra strada e noi, io vorrei essere il paladino delle mie figlie, il custode, la sentinella, come dicevamo prima, no? Andate un po' per la vostra strada.
E poi la sera per la mattina ho deciso di far cashmere che non sapevo manco che fosse. Ma come ci sei arrivato? Cioè dove è stata... ma diciamo che 23 anni prima...
E allora intanto io ho fatto per 4-5 anni il modello da un'azienda bellissima che si chiamava LS di Sport e che era, c'era fila, LS erano i tennisti vestivano LS e io facevo il modello interno. Facendo il modello interno tu vedi anche come viene la produzione, misuri perché è colui al quale loro devono misurare le taglie. No, lì ho incominciato un po' a innamorarmi della moda. Sono sempre stato, devo dire, innamorato. Mia moglie, mia fidanzata allora, aveva un piccolo negozio di abbigliamento e poi avevo qualcosa in più. Ti dico solo che a 9-10 anni mia mamma per Natale mi porta un paio di pantaloni verdi. No, mi ha portato un regalino di Natale bellissimo, paio di pantaloni verdi. Porca miseria, mi son detto, io li ho presi e li ho sotterrati con la zappa dietro casa. Dice 'Ma perché?' Eh perché non mi piaceva il verde. E che ne sapevo io? Poi da grande non mi piace il verde vuol dire che qualcosa c'hai nell'istinto, no? Adesso ho ricomprato la casa dove sono nato, ho ritrovato il bottone dei pantaloni. Sì, ci sono cose della vita. Ecco perché dico assecondiamo il creato cercando di essere custodi. No, tu sei un figlio, io sono il tuo custode, sono il papà, vai per la tua strada, cerco di proteggerti, di indirizzarti, di stare un po' dietro, ma vai per i tuoi sogni, fai quello. E non dare ai figli, non date ai figli queste performance che per forza poi tornano e non riescono e sono umiliati perché dobbiamo far così.
Ma ad esempio quando hai deciso poi appunto di intraprendere questa strada, quali sono stati gli step successivi? Hai avuto subito riscontri?
Beh, il primo riscontro ho venduto 53 maglie di cashmere a un cliente che ancora ho, turno vicino a Bolzano, e mi sentivo come Alessandro Magno. Son tornato con l'ordine dei 53 maglie e uguale, uguale ad oggi. Ecco, non perdete il fascino della quotidianità, mettete target bassissimi i vostri target. Quei primi due anni io non ho guadagnato niente, però mangiavo con mio babbo, mia mamma, stavo bene. Però vedevo che l'azienda forse apprezzava questo cashmere colorato. Quindi questo è un po', andate per la vostra strada, certo, siate corretti e anche analizzate se poi la strada che avete intrapreso può avere un futuro o meno, no? E se tu ascolti capisci che quella strada è importante. E tu è lì, è lì con quel primo ordine che hai capito che era la strada giusta.
O l'hai capito che lì nel primo ordine ho capito che quando vide Albert Marcus ama Bolzano questi pullover colorati un po' sexy da donna di 'Ah che carini che sono' non c'erano sul mercato.